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La Dieta per le malattie autoimmuni

    Nelle malattie autoimmuni, come la fibromialgia il fattore comune è l’infiammazione organica, che spesso ostacola la scomparsa dei sintomi, accentuando invece stati di stanchezza, gonfiore, dolori articolari e alterazioni dei valori negli esami del sangue.

     

    Quando si sviluppa una malattia autoimmune, purtroppo se ne possono aggiungere altre e tutte sono accomunate da permeabilità intestinale, una condizione in cui l’intestino è più sensibile all’attacco di patogeni esterni.

     

    Un intestino sano permette l’assorbimento delle sostanze nutritive e crea una barriera contro le tossine e le sostanze allergizzanti bloccandone il passaggio. Quando l’intestino, invece, diventa permeabile, la mucosa della barriera difensiva intestinale si distrugge permettendo alle tossine di superare la barriera intestinale riversandosi nel sangue.

    Attraverso un’alimentazione corretta, mirata e specifica per il paziente, come la Dieta Autoimmune, è possibile andare a modificare l’andamento della malattia, riducendone l’intensità ed il numero dei disturbi fisici ad essa correlati, allungando i periodi di benessere, diminuendo le fasi di riacutizzazione e migliorando la prognosi.

    IN COSA CONSISTE LA DIETA AUTOIMMUNE?

    Chiamarla “Dieta” è abbastanza riduttivo. In quanto questo approccio nutrizionale è una vera e propria bioterapia personalizzata sui bisogni e le necessità del paziente. Sconsiglio vivamente di intraprenderla in autonomia, dato che potrebbe risultare molto limitante e difficoltosa da seguire.

     

    La chiave di tutto, lo avrai capito, è l’intestino. E’ su di lui che questa terapia va ad agire, per cercare di ripristinare la sua corretta funzionalità. Per farlo agisce in particolare su:

    • Esclusione di alimenti scatenanti come: cereali, legumi, latticini e alcuni tipi di verdure e frutta.
    • Diminuzione dello stress ossidativo con una supplementazione alimentare di vitamine e minerali.
    • Abbassamento e maggior controllo del carico glicemico del pasto.

     

    La durata del protocollo è di circa 1-2 mesi, periodo utile per verificare se alcuni cibi molto comuni causano qualche problema di salute. 

    In alcuni casi, questo tipo di terapia viene mantenuta per tutta la vita.

    CHE ALIMENTI VANNO ESCLUSI INIZIALMENTE E PERCHE’?

    A seconda del tipo di patologia, della sua gravità e dalla sua data d’esordio, sarebbe opportuna una prima fase nella quale si eliminano anche una serie di altri alimenti, di cui poi si effettueranno prove da reintroduzione. Non è escluso che alcuni di essi debbano essere eliminati per sempre, al pari di glutine e caseina: questo varia da soggetto a soggetto. In particolare stiamo parlando di alimenti pro-infiammatori, cioè quelli che hanno la possibilità di peggiorare lo stato d’infiammazione:

    •  Cereali, legumi, latticini, uova (in particolare l’albume), pomodori, melanzane, peperoni, patate
    • Caffè, caffè decaffeinato, cacao, cioccolato
    • Bevande alcoliche (compreso il vino)
    • Frutta secca e semi oleosi data l’elevata quantità di acidi grassi omega-6
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    Ci tengo a sottolineare come ciascuno degli alimenti in elenco deve essere testato e valutato sulla specifica malattia.

    Quindi, se il tuo primo pensiero è stato “Accidenti, qui non posso mangiare più nulla” non devi preoccuparti, perchè valuteremo assieme come strutturare una Dieta Autoimmune in base alle tue esigenze e problematiche.

    CHE ALIMENTI VANNO INSERITI E PERCHE’?

    • Carne grass fed, pesce preferibilmente pescato e non allevato, frattaglie
    • Verdura di stagione preferibilmente biologica 
    • Frutta di stagione preferibilmente biologica (in moderate quantità, con preferenza per i frutti di bosco poiché meno zuccherini e ricchi di antiossidanti)
    • Brodo di ossa (molto consigliato)  
    • Amidi sicuri: Patate dolci americane, Patate dolci a pasta arancione, Platani
    • Avocado e Olio di avocado, Olive verdi e nere, Olio extravergine di oliva biologico
    • Alimenti probiotici/fermentati non pastorizzati (Crauti, verdure fermentate, yogurt al latte di cocco)

    Questi alimenti sono un vero toccasana per il tuo intestino!

    ALCUNI SUGGERIMENTI PER AFFRONTARE QUESTA TERAPIA

    Ritengo che la comprensione del potere terapeutico della terapia autoimmune sia difficile soprattutto quando alla malattia si accompagna ad una considerevole difficoltà a perdere peso, condizione che getta subito nello sconforto la persona, causando notevole disagio fisico e scarsa autostima.


    Inevitabilmente accanto a ciò, una dieta così restrittiva viene ridotta alla sua valenza dimagrante: infatti è normale pensare che sia l’unico modo per poter dimagrire efficacemente (dove per efficacemente intendo a lungo, con continuità).

    Non ci si rende conto, o non si vuole accettare, purtroppo che questa dieta permetta soprattutto un rallentamento del progredire della malattia, e un suo miglioramento. 

    Quindi, come ormai da tempo mi senti ripetere su questo sito: il tuo percorso nutrizionale è un percorso di rinascita dove imparerai a relazionarti al meglio con la tua consapevolezza alimentare e a gestire le problematiche legate alla tua patologia.

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