Alias: quando mettere il pilota automatico può fare danni.
Fateci caso: quando mangiamo, infatti, mettiamo molto spesso in atto dei copioni, vale a dire comportamenti abituali e automatici, che possiamo definire come “mangiare inconsapevole“. Alcuni di essi li conosciamo bene, ma molti altri sono in agguato sotto la superficie delle nostre attività quotidiane. E che li notiamo o no, possono far colare a picco le nostre migliori intenzioni.
Un esempio:
Colazione: aprire il giornale, versare muesli o cereali nella tazza e mangiare fino a che non si è finito di leggere.
Pranzo: poco tempo, mangiare seduti sulla scrivania (magari davanti al pc o smartphone) e concludere in 5-10 min
Cena: finire di mangiare il cibo nel piatto, prendere altre porzioni finché tutti gli altri non hanno finito.
Snack: trovare un film da vedere alla Tv e preparare i popcorn.
Quanti di voi si rivedono anche in una solo delle situazioni citate, alzi la mano!
Noi tutti abbiamo automatismi che condizionano qualsivoglia atto quotidiano: la colazione, gli spuntini, i ristoranti, le bevande, il modo di cucinare, di lavare i piatti e così via…
Addirittura ne esistono alcuni che ci spingono a smettere di mangiare. Infatti se si chiedesse ad un certo numero di persone cosa le ha spinte a smettere di mangiare solo alcune risponderebbero: “Ero sazio”. Altre direbbero di smettere quando non hanno più tempo a disposizione o quando i loro familiari hanno finito. Altre ancora direbbero di smettere quando il cibo è finito o quando il programma televisivo è terminato o quando interrompono la lettura di un giornale o libro: sono tutti esempi di mangiare inconsapevole.
Ma quindi come possiamo modificare queste situazioni?
Per saperne di più sul mangiare inconsapevole e sui meccanismi di fame e sazietà, puoi leggere anche “Fame e sazietà: due facce della stessa medaglia”
